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06 Mar 2017 - ABRUZZO OPEN DAY EDIZIONE SUMMER 2017 
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  • SECINARO

    • Il Paese

      Adagiato su un promontorio che domina la fiabesca valle subequana, Secinaro è un comune di circa 400 abitanti a 850 mt sul livello del mare. Il suo nome, così particolare, deriva da Sicina Ara, cioè altare dedicato a Sicina o Sicinna, ninfa del corteo della dea Cibele al seguito di Dioniso. Facile da raggiungere sia in macchina che con gli autobus, a 20 km da Rocca di Mezzo, 40 km da L’Aquila e 20 km dall’uscita autostradale di Sulmona, rimane vicino ai principali punti turistici con un eccezionale rapporto qualità prezzo.

      Per gli appassionati della montagna, Secinaro ospita a pochi passi dal paese l’incantevole scenario dolomitico del monte Sirente (mt 2349, quarta cima più alta dell’Appennino) con una faggeta secolare rinomata per la raccolta di legna e funghi porcini e una neviera perenne, al quale si può arrivare direttamente dal paese attraverso numerosi sentieri che raggiungono suggestive mete da scoprire anche a cavallo come i prati in alta quota di Fonte Canale, la Neviera del Sirente , Fonte dall’Acqua, Le Pagliare di Tione, il Lago Meteoritico, la città romana di Superaequum, la sorgente del miracolo di S. Francesco a Baullo, ecc….. . Rifugi custoditi e aree ristoro attrezzate lungo il tragitto permettono di godere appieno del paesaggio. Durante tutto l’anno un’associazione di trekking, l’arcobaleno del Sirente, organizza eventi programmati per scoprire questi posti e in inverno le piane del Sirente accolgono lunghe e affascinanti piste per lo sci di fondo.

      Anche dal punto di vista enogastronomico possono osservarsi delle eccellenze. Carni nostrane allevate allo stato brado su pascoli di alta quota, piatti tipici a base di agnello come il marro, j’ntremè (ogni anno a Gagliano Aterno si ripropongono in una sagra), legumi biologici, cereali pregiatissimi di ancestrale origine come la solina, il grano dei nostri bisnonni, ricco in fibre e nutrienti particolarmente indicato per le persone con ridotta tolleranza  glucidica (nella valle subequana si organizza tutti gli anni una sagra apposita), fanno da spunto ai vari produttori locali per la preparazione di svariati prodotti alimentari freschi e confezionati.

      Curiosando per il paese è facile notare, incastonate nelle costruzioni di case e fontanili, come pure appoggiate per strada, epigrafi millenarie che raccontano origini antichissime di un glorioso passato: parliamo infatti di Superaequum, città romana governata da illustri quadrumviri, che possedeva templi, mercati coperti, circhi, strade, catacombe e ospita tra l’altro le spoglie della moglie di Ottaviano. Reperti di considerevole rilevanza possono essere osservati nei locali del comune, in un museo in via di allestimento e in alcuni luoghi privati, come il ristorante con aree attrezzate “Da Ada e Giovanni”. Per approfondimenti un illustre personaggio locale, Evandro Ricci, ha passato gran parte della sua vita a documentare i numerosi ritrovamenti in diversi libri e pubblicazioni, alcune delle quali disponibili on line.

      Ultima ma non meno importante è la leggenda descritta dal Fabrizi nel 1898 che legava il culto di Sicina a Secinaro alle sicinnidi, danze orgiastiche che esaltavano il culto fallico dedicate agli dei e ballate nell’antica Superaequum, nei territori greci e romani. Un giorno, durante una di queste danze, nel tempio dedicato alla dea Pelina (attuale chiesa della Madonna della Consolazione a Secinaro), cadde un fulmine a ciel sereno e i pagani, credendo che fosse colpa dei cristiani, li rinchiusero nel tempio e li picchiarono fino ad ucciderli. Seguì una gran peste. Poi “Una notte videro verso l’oriente, di la dal mare, lontano lontano, una lunga e fiammeggiante stria di luce. Erano gli angioli che portavano per l’aria, di stella in stella, la bella e santa immagine della Madonna da Costantinopoli sui monti di Lucoli; e di là, rivolando, la venivano a depositare qui dentro” . Quella “stria di luce fiammeggiante” sembrerebbe la stessa che vide Costantino, re di Roma, prima della battaglia contro Massenzio a Saxa Rubra,  nella quale lesse “In hoc signo vinces”.  Costantino riconobbe nella scia di luce una croce di fuoco ed interpretò la sua vittoria come un segno di Cristo. Quindi si convertì al cristianesimo e ufficializzò la religione cristiana. Quella scia oggi, secondo una commissione internazionale di scienziati che ha preso spunto dalle intuizioni del geologo svedese Jens Ormo nel 1990, sembrerebbe che sia esistita davvero. Era un meteorite, il più recente meteorite caduto in Italia che ha creato un cratere  sulla piana del Sirente (il lago meteoritico).

       

    • Arte e Cultura

      La chiesa della Madonna della Consolazione

      Raro esempio di edificio sacro a doppia navata con pavimentazione declive, la chiesa sorge sui resti di un tempio pagano dedicato alla dea Pelina  successivamente ampliato nel 1507 come si osserva  sull’epistilio dell’ingresso frontale. All’interno si trovano affreschi cinquecenteschi di San Giovanni Battista e Santa Lucia, statue del XVIII secolo e un’antichissima acquasantiera in pietra. Da non perdere la Madonna col Bambino in creta del ‘400 e l’affresco del ‘500 che racconta la leggenda della Vergine portata per cielo e per mare da Costantinopoli.

       

       

      Civitas di Superaequum

      La valle Subequana come la vediamo oggi  è costituita da diversi borghi medievali che nel passato ospitavano “pagus”  e “vicus”. Questi si organizzarono  dopo la fine della guerra sociale del I secolo a.C.  formando la Civitas di Superaequum (terza Civitas dei Peligni insieme a Sulmo e Corfinium) che sopravvisse fino al IV-V secolo d.C. quando ci fu un abbandono repentino dei pagi e vici di pianura ed un contestuale e misterioso aumento dei decessi. Tra le opere di rilievo troviamo le tombe paleocristiane di Castelvecchio Subequo e il tempio di Castel D’Ieri, tuttora visitabili. Nel territorio di Secinaro, la zona archeologica ancora parzialmente inesplorata si trova ai piedi del paese, sulla strada principale per Sulmona alla cui destra è visibile il crinale San Gregorio-Salitto-Ira dove sono presenti antiche strade,  resti di mura romane ad opus incertum,  numerosi rinvenimenti ora custoditi nel municipio del Comune e nel museo in via di allestimento, resti di un tempietto,  blocchi in pietra ed epigrafi scolpite nei fontanili di San Gregorio e della Cambra, fontanile di Casale,  un sito archeologico di età eneolitica ed infine epigrafi commemorative come quella posta nella chiesa cimiteriale di Gagliano Aterno.

       

      Cratere meteoritico

      Il cratere è situato sulla piana del Sirente tra Secinaro e Rocca di Mezzo, facilmente visibile dalla strada. Il cratere più grande ha bordi rialzati e struttura ovoidale ed  ospita un lago, mentre nella zona nord-ovest sono presenti numerose depressioni circolari generate dalla pioggia di frammenti prodotti durante l’impatto con l’atmosfera. La datazione ottenuta tramite radiocarbonio ha permesso di stimare l’epoca dell’impatto intorno al 421 d.C. +/- 40 anni. Inoltre i carotaggi ottenuti non hanno evidenziato le classiche sovrapposizioni stratigrafiche ma un campione omogeno. Tuttavia ulteriori sudi sono necessari per confermare tale scoperta.

       

      Longanum, chiese medievali

      Ai piedi del paese ci sono numerose costruzioni di origine medievale con a fianco le pagliare e la chiesa di Santa Maria della Valle, delle quali restano solo ruderi. Esse rappresentano un borgo a parte rispetto al nucleo centrale con sistema viario interno di tipo radiale situato ai piedi del castello. Inoltre nel comune erano presenti nel 1223 ben nove chiese: S. Marie de Rosis, S. Nicolai, S. Egidii, S. Juste, S. Quirici, S. Johannis, S. Gregorii, S. Theodori, S. Marie.

       

       

       

       

      La chiesa di San Nicola/Castello e borgo medievale

      La chiesa di San Nicola che imponente e maestosa domina da uno sperone roccioso il paese e la valle subequana, sorge di fatto sui resti dell’antico castello di Secenale. Infatti, a ben vedere, è possibile apprezzare i basamenti delle torri  della primitiva costruzione. Fu edificato in epoca successiva alla venuta dei Longobardi tra il IX e il XII secolo, per scopi difensivi e di avvistamento.  Il portale della chiesa risale al 1547. Sono presenti al suo interno notevoli opere di valore artistico come pitture sacre e una croce processionale in rame ed argento del 1554, opera di Vincenzo Goberna di Fontecchio.

       

       

      La Neviera del Sirente

      Neviera perenne situata a 2030 mt ai piedi del versante dolomitico del Sirente in una zona al riparo dalla luce diretta, rappresenta un’ interessante meta per gli amanti del trekking facilmente raggiungibile dallo chalet del Sirente, nelle vicinanze di Secinaro.  L’industria del freddo era fino al secolo scorso una delle principali ricchezze per il paese insieme al taglio boschivo delle faggete millenarie. Antiche tecniche consentivano la preparazione e il trasporto di blocchi di ghiaccio in posti lontani, come Roma e Foggia, dove persone facoltose già dall’antica Roma, potevano permettersi la preziosa merce sia a scopo terapeutico oltre che per la preparazione e la conservazione di alimenti. Diversi documenti visibili sul sito del comune mostrano le gare di appalto che si svolgevano ogni anno.

       

    • Gallery

    • Contatti

      Luigino Barbati

      Mobile  [+39] 348 8096968

       

      Associazione di volontariato Adigi,

      Via Plaiola 107 - Secinaro

      Tel. 329/0680597

       

      E-mail:  associazioneadigi@gmail.com

      www.facebook.com/associazioneadigi

       

      Associazione di trekking L’Arcobaleno del Sirente

      Secinaro - Tel. [+39] 328 6498469

       

       

       

Via XXIV Maggio, snc

Rocca Di Mezzo 67048 (AQ)

 

C.F. 01894910668

 



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