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06 Mar 2017 - ABRUZZO OPEN DAY EDIZIONE SUMMER 2017 
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ROCCA DI MEZZO

  • Il Paese

    Rocca di Mezzo, un centro turistico d'eccellenza dove, sia d'inverno sia d'estate dove è possibile esplorare a montagna circostante, con ascensioni ai monti Rotondo, Velino, Puzzillo, Morrone e Cornacchia. Situata in una posizione quasi centrale nell'altopiano delle Rocche, all'interno della catena del Velino-Sirente. E’ diviso in tre parti, di cui due sono situate sul colle di San Calvario, mentre la terza si estende ai suoi piedi, sull'altopiano:

    • Il Borgo (Bùlverə, nel dialetto locale) di origini medievali, è posto a meridione, sulla cima di San Calvario e costituisce il nucleo più antico del paese, con case, rimesse in pietra, vicoli ripidi.  la Chiesa Madre (in stile tardo barocco) affiancata da un piazzale pedonale

    • La Morge (Móricə, nel dialetto locale), si sviluppa sulle propaggini settentrionali del colle di San Calvario, ad un'altitudine inferiore rispetto al Borgo. Edificata in età moderna (a partire dal XVI secolo), presenta molti scorci suggestivi (fra cui I tre archi)

    • La parte bassa, sull'altopiano ospita , con alcuni pregevoli edifici pubblici (il vecchio Municipio, edificato nel primo decennio del XX secolo) e privati (fra cui la ex Villa Cidonio, di gusto eclettico con influenze liberty, ultimata nel 1925).

    • Sul versante settentrionale del Monte Velino si estendono i Piani di Pezza, mentre sulla strada che porta a Secinaro è situata l'L'Anatella (una fonte ai margini delle pendici boschive del Monte Sirente).

     

    Storia antica

    Le vicende storiche legate all'Altopiano delle Rocche, e a Rocca di Mezzo in particolare, hanno spesso avuto un legame con le avverse condizioni climatiche della zona. Il lungo periodo di innevamento invernale, le asperità naturali, la scarsità di comunicazioni, hanno provocato un isolamento duraturo, riducendo i contatti con i territori circostanti. I primi insediamenti umani della zona risalgono all'età paleolitica, come testimonia il ritrovamento nei Piani di Pezza e in Val d'Arano di stazzi utilizzati da pastori, provenienti dal Fucino e dalla Valle dell'Aterno. In epoca preromana la porzione di altopiano integrato nell'attuale comune di Rocca di Mezzo apparteneva alla popolazione italica degli Equi. La presenza dei Marsi nel territorio dell'odierna frazione di Rovere, come vuole la tradizione, pur non potendosi escludere (data la vicinanza alla marsicana Ovindoli), non appare a tutt'oggi documentata. Durante l'occupazione romana, l'altopiano diventò un'importante zona strategica, in quanto situato tra i due grandi assi viari dell'Abruzzo: la Tiburtina Valeria, che da Roma giungeva fino a Ostia Aterni (l'odierna Pescara), e la Claudia Nova, costruita dall'imperatore Claudio, che da Amiternum conduceva fino a Popoli

     

    Storia medievale

    Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, il territorio rocchigiano e l'intero Abruzzo seguirono le vicende del resto d'Italia e fecero parte prima del Regno di Odoacre, poi di quello di Teodorico e dei suoi successori (fine del V secolo e prima metà del VI) e infine, a seguito della riconquista giustinianea, dell'Impero romano d'Oriente (attorno alla metà del VI secolo). Conquistato dai longobardi, il territorio dell'attuale comune di Rocca di Mezzo fece parte per circa cinquecento anni del Ducato di Spoleto. È proprio sul finire di questo lungo periodo che si fa risalire la fondazione del paese (attorno all'anno 1000), cui parteciparono, secondo la tradizione, quattro comunità dedite alla pastorizia e all'agricoltura: S. Bartolomeo all'Anatella, S. Marco all'Intera, S. Damaso a Valle Caldora, S. Savino sotto il monte Cedico (attuale monte Rotondo). Tali comunità di pastori si sarebbero riunite intorno al colle di San Calvario, creando col tempo un borgo fortificato, simile a quelli che sarebbero sorti, in epoca successiva, a Rocca di Cambio, Ovindoli e San Potito. Il più antico documento in cui appare il nome di Rocca di Mezzo è tuttavia di un paio di secoli posteriore ed è un atto del 1237, mediante il quale «...notar Berardo di Roccadimezzo roga instrumento col quale Ertania di detta Rocca, figlia di Michele, e Simone suo figlio...fecero perpetua rinuncia...di qualunque petizione, lite, azione...». La presenza di un notaio a Rocca di Mezzo o comunque originario del luogo, presupponeva l'esistenza, durante il Regno di Federico II, di un centro abitato già pienamente sviluppato e relativamente importante. Passato al Regno normanno (fine dell'XI secolo), poi a quello svevo-normanno di Sicilia retto da Federico II, Rocca di Mezzo divenne, nel Duecento, un feudo ambito, per la ricchezza dei suoi armenti e per la particolare posizione di cui godeva, al confine tra il territorio aquilano e quello di Celano. Nel 1222 Rocca di Mezzo era infeudato a Bernardo d'Ocre, il quale fu costretto a cederlo ai Conti di Celano. Tornò alla corona durante il regno di Corrado IV, figlio di Federico II, che dopo soli quattro anni lo riconsegnò ai Conti di Celano. Nel 1268 iniziò per il paese e per il suo Stato di appartenenza il dominio angioino, e, nella prima metà del Quattrocento, quello aragonese, instaurato da Alfonso il Magnanimo. Agli inizi del XV secolo Rocca di Mezzo aveva un migliaio di abitanti ed era il più popoloso castello del territorio aquilano, seguito da Paganica, Pizzoli e Lucoli. Nel luglio del 1423 fu investito da Braccio da Montone, che era penetrato in Abruzzo con l'intenzione di conquistare l'Aquila. Dopo nove mesi di assedio il paese capitolò (maggio 1424) e fu saccheggiato e in parte distrutto dai bracceschi. La morte del condottiero, avvenuta ai primi di giugno del 1424 e la ritirata del suo esercito dall'Aquilano, permise alla popolazione, che era stata precedentemente dispersa, di tornare a Rocca di Mezzo ed iniziare l'opera di ricostruzione. Il recupero demografico fu relativamente rapido perché in una rilevazione del 1488 si contarono in paese 285 famiglie, per un totale di circa 1.500 abitanti.

     

    Storia moderna e contemporanea

    Nei primi anni del Cinquecento Rocca di Mezzo passò, insieme a tutto il Regno di Napoli agli Asburgo di Spagna, che lo diedero in feudo a vari signori, fra cui i Colonna di Gallicano (XVI secolo e prima metà del XVII) e i Barberini (dalla metà del Seicento agli inizi dell'Ottocento). In età napoleonica, con la promulgazione della legge del 2 agosto 1806, vennero di fatto aboliti i diritti feudali nel Regno e Rocca di Mezzo passò a dipendere direttamente dalla Corona. Dopo la restaurazione borbonica, il paese visse un periodo di relativa tranquillità fino alla sua incorporazione al nascente Regno d'Italia. Negli ultimi decenni dell'Ottocento sperimentò un notevole incremento demografico ed iniziò a svilupparsi ai piedi della collina su cui era rimasto arroccato fin dalla sua nascita. Tale crescita, arrestatasi agli inizi del Novecento a causa dell'emigrazione, riprese con vigore nella seconda decade del secolo, portando la popolazione a toccare il suo massimo storico nel 1921 (4.168 abitanti secondo i dati censuali di quell'anno). La scarsa redditività dell'agricoltura (spesso di sussistenza) e l'inarrestabile crisi della pastorizia transumante diedero tuttavia nuovo impulso al fenomeno dell'emigrazione, che non si arrestò neppure in epoca fascista, nonostante la legislazione restrittiva inaugurata dal regime fin dalla fine degli anni venti del Novecento. In effetti fra il 1921 e il 1936 il comune registrò un decremento demografico consistente (dell'ordine del 24%) che si è protratto fino ai giorni nostri: dal 2001 la popolazione di Rocca di Mezzo si mantiene costantemente al di sotto dei dei 1500 abitanti, inferiore persino a quella stimata nel 1488. Fra le mete preferite dagli emigranti rocchigiani segnaliamo, oltre Roma e l'Italia settentrionale, il Venezuela, il Sudafrica, gli Stati Uniti d'America e la Germania. Fin dagli anni venti e trenta del Novecento iniziò a svilupparsi in zona il turismo che subì un forte incremento a partire dal 1960 circa. Di pari passo si verificò un aumento consistente dell'edilizia residenziale, legata soprattutto alla vicinanza degli impianti sciistici e al fresco clima estivo che ha sempre attratto molti vacanzieri dalla vicina capitale. Tale incremento, pur avendo avuto un impatto negativo sull'ambiente naturale circostante e sulla qualità di vita dei residenti, ha generato e continua a generare reddito e occupazione. Il 6 aprile 2009 Rocca di Mezzo è stata colpita, sebbene in forma meno grave rispetto ad altri centri limitrofi (fra cui Rocca di Cambio e Ocre), dal recente sisma dell'Aquila: alcune abitazioni hanno riportato lesioni di una certa entità e un campanile situato nella vicina frazione di Rovere è crollato.

     

  • Arte e Cultura

    Castello di Rovere

    Rovere, frazione di Rocca di Mezzo, di origini antichissime, conserva i resti del castello, di cui è incerta la data di fondazione, collocato su uno sperone roccioso come una fortezza triangolare con torri circolari ai vertici.

    E' possibile visitare il Museo Archeologico con i reperti rinvenuti dallo scavo (vasellame ceramico, reperti metallici come chiodi, cerniere, cardini, materiale vitreo, maiolica rinascimentale, ecc.).

    I reperti più importanti sono custoditi nel dipartimento di Scienze dell'Antichità dell'Università "G. D'Annunzio" di Chieti.

     

    Alberi Monumentali

    Gli alberi hanno rivestito da sempre un ruolo importante nella simbologia, nelle leggende e nel linguaggio quotidiano, spesso si trovano in luoghi inconsueti per la specie di appartenenza Il patrimonio vegetale rappresentato dagli alberi monumentali si distingue per tre ordini di valore: il valore naturalistico, gli alberi monumentali sono espressione dell’ambiente e delle su caratteristiche climatiche e geografiche il valore artistico, gli alberi monumentali sono opere d’arte naturali il valore culturale, gli alberi monumentali sono testimoni della storia.

    Con decreto n.72 del 14.09.2012 sono state dichiarate "monumenti naturali" per il loro valore paesaggistico, naturalistico e/o storico 370 piante di rilevanti importanza all'internio della regione Abruzzo. Anche all'interno del comune di Rocca di Mezzo sono state individuati sette alberi di ben 3 essenze diverse (Fagus sylvatica L. - Populus nigra L. - Salix caprea L.), che corrispondono ai requisiti di alberi monumentali.

    Per approfondire l'argomento è consultabile presso il Municipio il libro di Caterina Artese "Alberi Monumentali d'Abruzzo".

     

     

  • Gallery

  • Contatti

    PRO LOCO ROCCA DI MEZZO

          Via IV Novembre

          267048 ROCCA DI MEZZO (AQ)

          Tel.: [+39] 086 2916125

     

Via XXIV Maggio, snc

Rocca Di Mezzo 67048 (AQ)

 

C.F. 01894910668

 



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