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06 Mar 2017 - ABRUZZO OPEN DAY EDIZIONE SUMMER 2017 
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  • MASSA D'ALBE

    • Il Paese

      Il nome, già nell'alto medioevo, indicava possedimenti tipo «fattoria» (massa); Albe sta a signifícare ”città su altura” (W.Cianciusi). Solo con il XVII secolo comincia ad acquistare rilievo il centro di Massa (più tardi chiamata Massa d'Albe), che viene quindi a costituire il punto di aggregazione di tutte le «ville» (compresa Albe), che una volta erano state soggette ad Albe. II «pubblico Consiglio» dell'università di Massa decide, d'ora in poi, intorno a tutto ciò che riguarda la vita pubblica delle frazioni circostanti, le quali spesso si ribellano alle imposizioni dei massetani, come gli abitanti di Castelnuovo (oggi sotto Avezzano), i quali, a più riprese, reagiranno all'egemonia del capoluogo minacciando di «dar fuoco alle Parrucche di Massa». Con l'abolizione del feudalesimo, Massa d'Albe consolida la propria posizione di preminenza, salvo a perdere l'antico privilegio della Fiera di S.Pelino, che le viene tolto nel 1811 da Avezzano.  Più importante nel passato, comunque, fu la funzione di Albe (l'antica Alba Fucens), che all'epoca degli Angioini costituiva un feudo a sè, distinto da quelli di Tagliacozzo e di Celano, nonostante una presunta sua distruzione ad opera di Carlo I d'Angiò subito dopo la battaglia del 1268 contro Corradino di Svevia.

      Passata successivamente sotto il demanio regio, nel 1343 Albe viene lasciata in eredità dal re Roberto alla nipote Maria di Durazzo. È proprio questo il momento in cui i Benedettini cominciano a perdere gran parte della loro influenza sulla Marsica, tanto che già nel primo decennio del XIV secolo la chiesa e il convento di S.Pietro d'Albe non appartengono più a loro e vengono affidati ai Conventuali. Tornata al demanio regio dopo la morte di Maria (anno 1366), subito dopo passa sotto il controllo di Giovanna di Durazzo, sposata con Roberto d'Artois. In seguito alle lotte per la successione tra Ladislao e Luigi II d'Angiò, i feudi di Celano, Manoppello e Albe vengono concessi a Luigi di Savoia, partigiano dell'angioino, il quale viene nominato anche Vicerè d'Abruzzo e governatore di L'Aquila.

      Nel 1405 Albe è soggetta alla stessa regina Margherita, la quale concede il feudo ai Colonna, per tornare subito dopo al demanio regio. Salita sul trono di Napoli la regina Giovanna II, sorella di Ladislao, la contea viene nuovamente ceduta ai Colonna, rimanendovi insieme con quella di Celano. Morta, però, Giovanna II, scoppia un'altra guerra di successione, nel corso della quale la contea di Albe cade in potere di Giacomo Caldora, investito del feudo nel 1436 in seguito a privilegio della regina Isabella. È in questi primi anni del Quattrocento che Albe rivendica il proprio diritto alla giurisdizione quasi vescovile su tutte le «ville» circostanti, e cioè su quelle di Massa Superiore (o Corona), Massa Inferiore (la futura Massa d'Albe), Forme, Antrosano, Castelnuovo e S.Pelino.

      Nel 1440 per gli eventi della guerra di successione, il feudo di Celano viene assegnato a Leonello Acclozamora e, nel 1411, quello di Albe a Giovanni Antonio Orsini. Subito dopo, tuttavia, quest'ultimo feudo torna alla Regia Camera, tanto che nel 1457 risulta essere Governatore d'Albe, a nome di Alfonso d'Aragona, un tal Francesco Pagano, che contemporaneamente è anche governatore di Tagliacozzo. D'ora in poi — pur con varie traversie che durano almeno fíno alla metá del XVI secolo — le vicende di Albe si identificano con quelle del Ducato di Tagliacozzo, fino al definitivo possesso di entrambi i feudi da parte della Famiglia Colonna. Ed è da questo momento, appunto, che ha inizio la decadenza di Albe.

      Il nucleo centrale del comune odierno è il risultato della ricostruzione congiunta di due villaggi una volta distinti, Massa e Corona, dopo il terremoto che nel 1915 li distrusse parzialmente. Durante la seconda guerra mondiale Massa fu sede di un comando delle SS naziste che presidiavano la linea di difesa tedesca dell'Italia Centrale che attraversava il suo territorio e per questo fu luogo di una significativa attività partigiana e subì alcuni bombardamenti aerei.

    • Arte e Cultura

      Chiesa di Santa Maria

       

      Chiesa della Madonna di Ripoli

      In stile moderno, nell'interno a navata unica conserva un affresco una statua raffiguranti la Madonna con Bambino.

       

      Chiesa dell'Immacolata Concezione

      L'interno è ad un'unica navata.

       

      Chiesa di San Fabriano e San Sebastiano

      La facciata tripartita è caratterizzata da un rosone monumentale e tre portali con lunette, cui corrispondono le tre navate interne. Negli interni vi sono alcuni dipinti di santi e diverse vetrate policrome.

       

      Santuario della Madonna del Fulmine

      L'interno contiene vari dipinti della Madonna con Bambino

       

      AD ALBE:

       

      Chiesa di San Pietro in Albis

      In stile gotico-romano si trova sul luogo in cui sorgeva il tempio di Apollo dell'antica città romana di Alba Fucens. La chiesa fu costruita ricalcando il tempio di Apollo in epoca paleocristiana mentre l'edificio attuale ha la forma che gli fu data all'inizio del XII secolo. Dopo il terremoto del 1915 la chiesa, semidistrutta, fu restaurata, ma le opere sacre salvate dal crollo furono trasferite nel Museo di Celano.

       

      Chiesa di Santa Maria in Albe

       

      Chiesa di San Nicola

       

      Alba Fucens

      E' un sito archeologico italico, nata come colonia di diritto latino, che occupava una posizione elevata e ben fortificata (situata a quasi 1.000 m s.l.m.) ai piedi del Monte Velino.
      Consigli utili: si consiglia la visita accompagnati da guide turistiche locali.
      Info: Coop. Alba Fucens, Tel. 0863/449642 - E-mail: albafucens@virgilio.it - Sito web: www.albefucens.info

       

      A FORME:

       

      Chiesa di San Teodoro

       

      NEI DINTORNI

       

      Chiesa degli Alpini

      Cappella in stile moderno-rurale

       

       

    • Gallery

    • Contatti

      uff-info.albafucens@sirentevelino.it

Via XXIV Maggio, snc

Rocca Di Mezzo 67048 (AQ)

 

C.F. 01894910668

 



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