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05 Dic 2016 - Capodanno in Abruzzo nell'ambito di Abruzzo Open Day 2016 
Per progetti, eventi, attività, manifestazioni e spettacoli

  • L'AQUILA

    • Il Paese

      L’Aquila città capoluogo  

      Palazzi, chiese, piazze, elementi del tessuto urbano che, anche se oggi feriti, raccontano la storia che ha caratterizzato L’Aquila. Ogni periodo, ogni personaggio, ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore della città. Questo cuore pulsante è attraversato da importanti arterie che abbracciano il centro storico da un capo all’altro. Tutto richiama l’antico splendore dell’aquila fondata da Corrado IV, figlio del grande Federico II di Svevia, nel 1254, quando le popolazioni dei villaggi sorti fra le vecchie diocesi di Amiternum e Forcona vollero unirsi dando origine a una nuova realtà urbana. Nasceva così una città che avrebbe svolto un ruolo strategico di primo piano da un punto di vista politico. Distrutta da Manfredi cinque anni più tardi, fu riedificata per concessione di Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia.

      La città vide tra l’altro la fervente attività culturale di artisti e scrittori, l’elezione a Pontefice di Pietro del Morrone (1294), la nascita della Zecca (fine 1200), l’apertura di un’università (1458) e della prima tipografia cittadina (1482), oltre alle opere di tre “colonne” dell’ordine Francescano: S. Bernardino da Siena che ancora oggi riposa qui, S. Giovanni da Capestrano che edificò l’Ospedale Maggiore, S. Giacomo che progettò la Basilica di S. Bernardino. Poi la dominazione degli Spagnoli. Il Forte Spagnolo, oggi sede del Museo Nazionale d’Abruzzo, è il simbolo della repressione dei conquistatori che volevano controllare la città. Il breve regno di Margherita d’Austria (1572-1586) segnò un’intensa attività nella sede di Palazzo Margherita con illustri visitatori. Poi la peste (1656) e il terribile terremoto (1703) misero in ginocchio la città. Con i Borbone si ebbe una ripresa. Dopo gli eventi insurrezionali del XIX secolo, nel 1860 la città divenne capoluogo d’Abruzzo e con il Decreto Regio del 1939 Aquila venne rinominata L’Aquila, città di cultura, viva, ospitale e dai valori autentici.

       

      Il Gran Sasso e i parchi

      La città ha sempre avuto un rapporto di stretta vicinanza con il contado che contribuisce ad arricchire, con il proprio patrimonio naturalistico, ambientale e culturale, l’attrattiva dell’offerta turistica.

      Forte è il legame con la montagna in cui è incastonata, protetta dalla grande vetta del Gran Sasso, la più alta degli Appennini (mt. 2912) con la sua piana di Campo Imperatore, le piste da sci, i sentieri per il trekking estivo, i laghetti d’alta quota, le chiese rupestri, come  S. Pietro della Jenca, divenuta Santuario dedicato a Papa Wojtyla.  A far da cornice tanti borghi medioevali come S. Stefano di Sessanio, Calascio con la sua Rocca, Castel del Monte e altre perle di un passato ricco di vissuti.

      Una posizione invidiabile, quella dell’Aquila, per essere al centro tra il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che comprende anche il bellissimo lago artificiale di Campotosto,  e il Parco Regionale del Sirente Velino.

    • Arte e Cultura

      L’AQUILA CITTA’ D’ARTE

       

      Basilica di Santa Maria di Collemaggio

      La splendida Basilica si Santa Maria di Collemaggio, simbolo dell’architettura sacra aquilana costruita a partire dal 1275 per volere del Santo Eremita Pietro del Morrone divenuto poi Papa Celestino V, rappresenta uno dei monumenti simbolo della città dell’Aquila. La bellissima facciata che la caratterizza, di forma squadrata, fu realizzata entro la prima metà del XV sec. Lo straordinario disegno geometrico del paramento di pietre bianche e rosse conferisce all’insieme originalità e fa da cornice ai ricchi portali, ai preziosi rosoni e al possente troncone di campanile posto sulla destra.  Sul fianco sinistro della Basilica si apre la Porta Santa, chiamata così nel ‘400 in analogia con le porte sante romane collegate ai riti dell’Anno Santo. L’interno, a tre navate, divise da archi ogivali su pilastri ottagonali, ha riscoperto le belle forme medioevali dopo un attento restauro  del 1970.  Conserva grandi tele di Carlo Ruther (c.1630-1703),  riproducenti le storie della vita del Santo Eremita. Oggi la Basilica, dopo i gravi danni del terremoto del 2009, è oggetto di un importante progetto di recupero a cura dell’ENI.

       

      Basilica di San Bernardino

      Dedicata al grande Santo di Siena che morì all’Aquila il 20 maggio 1444 e dove riposano le sue spoglie, la Basilica  di San Bernardino fu costruita a partire dal 1454 e  nel 1525 iniziarono i lavori per la realizzazione della maestosa facciata disegnata da Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice che resistette al terribile terremoto del 1703 che devastò invece l’intera basilica. Fu ricostruita nelle forme attuali tra il 1707 e il 1740. Lo splendido interno, a tre navate, che conducono al grande vano ottagonale sotto la cupola, è veramente uno scrigno di importanti opere d’arte.

      Rilevanti sono: il soffitto della navata centrale, l’organo di legno intagliato e laminato in oro zecchino realizzato negli anni 1724-1726 da Ferdinando Mosca di Pescocostanzo, la Pala d’Altare in terracotta di Andrea della Robbia, la bella statua della Madonna con il Bambino in terracotta realizzata da Silvestro dell’Aquila, il Mausoleo di S. Bernardino realizzato da Silvestro dell’Aquila (1450-1504) e ultimato del 1505 dai suoi allievi che contiene le spoglie del Santo e la Tomba di Maria Pereyra (1488-1490) un’altra notevole opera sempre a firma del Silvestro dell’Aquila.  Anche questo notevole patrimonio architettonico è stato danneggiato fortemente del sisma del 2009  e presto la Basilica di San Bernardino sarà riaperta al pubblico dopo uno straordinario lavoro di recupero.

       

      CHIESE E MONASTERI

       

      Chiesa di Santa Maria del Suffragio

      La Chiesa di Santa Maria del Suffragio, in piazza Duomo, con la sua settecentesca e scenografica facciata di evidente derivazione borrominiana realizzata dall’aquilano  Gianfrancesco Leomporri fra il 1770 e il 1775.  La cupola, un’opera d’arte dell’architetto Giuseppe Valadier progettata nel 1805, costituisce uno degli emblema del sisma del 2009 per l’intervento complesso di alta ingegneria realizzato dai vigili del fuoco. Un capolavoro di messa in sicurezza a cui dovrà seguire l’opera vera e propria di recupero.

       

       

       

      Cattedrale di San Massimo

      La Cattedrale di San Massimo con i due campanili gemelli e la splendida facciata completata nel 1928.  La sua costruzione era già iniziata nel 1257, quando la diocesi fu trasferita da Forcona all’Aquila. Distrutto dal terremoto del 1703, il Duomo ebbe una ricostruzione lunga che ebbe inizio nel 1724 per essere riaperto al culto solo nel 1931. All’interno custodisce il Monumento sepolcrale del Cardinale Amico Agnifili, realizzato da Silvestro dell’Aquila tra il 1476 e il 1480.

       

       

       

      La Chiesa conventuale di S. Agostino, settecentesca situata sulla vicina Piazza della Prefettura e adattata a teatro prima del sisma del 2009

       

      Chiesa San Marco

      La Chiesa di S. Marco con la trecentesca facciata, il pregevole portale del fianco sinistro e l’interno ricostruito  nel ‘700.  Sempre nell’area del centro storico si colloca la più antica chiesa aquilana.

       

       

       

       

       

       

       

      Chiesa San Giusta

      La Chiesa di S. Giusta costruita intorno al 1254, caratteristica la facciata trecentesca con grandioso portale e rilevante rosone. Conserva pregevoli tele sugli altari e un fastoso altare maggiore del 1611.

       

       

       

       

       

      La Chiesa di S. Francesco di Paola, la chiesa di S. Antonio da Padova, quella di S. Marciano, di S. Flaviano, della Concezione e poi di S. Filippo (adattata a teatro) di S. Caterina Martire (sconsacrata), di S. Maria di Roio, della Beata Antonia, di S. Maria Paganica, quelle di S. Silvestro e di S. Pietro di Coppito oltre a S. Domenico, a S. Quinziano, alla chiesa dell’Addolorata e ad altre ancora, si trovano dislocate nei vari punti del centro altre bellissime chiese come tutte che aspettano di essere riportate al loro antico splendore, umiliato dai danni subiti con l’ultimo terremoto.

       

      Chiesa di San Biagio

      La Chiesa di S. Biagio di Amiternum, oggi denominata “S. Giuseppe Artigiano” è il primo edificio sacro ad essere stato restaurato integralmente, riaperta al pubblico il 22 luglio del 2012. Costituisce un esempio di rinascita carico di significato storico, civile ed ecclesiastico.  Al suo interno si conservano opere d’arte e il monumento funebre di Lalle Camponeschi risalente al 1432.

       

       

       

       

       

       

       

       

       

      Chiesa di Cristo Re

      La Chiesa di Cristo Re costruita tra il 1933 e il 1935 dall’architetto Alberto Riccobono è stata riaperta al culto, dopo il restauro, anche la facciata interpreta in chiave moderna il modulo tradizionale delle chiese aquilane, mentre l’interno è dominato dall’imponente statua di Cristo Re.

       

       

       

       

      Il Monastero di S. Amico delle Monache Agostiniane, dove sono custodite nella piccola chiesa secentesca pregevoli opere d’arte il Monastero di S.Basilio, il più antico della città con le ultime suore dell’ordine di Papa Celestino V.

       

      Chiesa della Madonna del Soccorso

      La chiesa della Madonna del Soccorso del sec. XIV con un prezioso tabernacolo (c.1470) realizzato da Andrea dell’Aquila che fu discepolo a Firenze di Donatello.

       

       

       

       

       

       

      Fontana delle 99 Cannelle

      La Fontana delle 99 Cannelle, detta anche della Rivera, è fra i monumenti più famosi e importanti dell’aquila, uno dei primi ad essere restaurati dopo il sisma del 2009. Situata nella zona della Rivera, una delle più antiche del centro storico, a ridosso del fiume Aterno, la fontana Ë costituita da novantatrè mascheroni in pietra e sei cannelle singole da cui sgorga abbondantissima acqua. Secondo la tradizione, le cannelle rappresenterebbero i novantanove castelli che, nel XIII secolo, parteciparono alla fondazione della città. La fontana, considerata uno dei primi monumenti civici dell’Aquila e un’esaltazione della sua origine autonoma, fu eretta su progetto dell’architetto Tancredi da Pentima nel 1272, a pochi anni dalla seconda fondazione della città, come testimoniato dalla lapide sita sulla parete di fronte al cancello d’ingresso. L’intervento di Tancredi da Pentima sarebbe comunque limitato alla sola realizzazione della parete posta frontalmente rispetto all’ingresso. Alcuni studiosi ritengono invece che l’attuale aspetto della fontana risalga interamente al XV secolo. Quel che è certo è che la zona oggi detta della Rivera, corrispondente a un antico castello denominato Acquili, dal quale deriva il nome della città, costituiva all’epoca della fondazione un’area strategica per l’abbondanza di acque e le numerose attività artigianali che vi si erano insediate.

       

      Castello Forte Spagnolo

      Un esemplare di castello cinquecentesco tra i più rappresentativi in Italia. La sua realizzazione venne affidata dal governo spagnolo, rappresentato a Napoli dal Vicerè Don Pedro di Toledo, a Don Pirro Luis Escribas da Valencia, grande maestro dell’architettura militare  del tempo. I lavori di costruzione ebbero inizio il 30 maggio 1534 e furono diretti personalmente dall’architetto progettista per un anno intero mentre poi c’è stato un avvicendarsi di professionisti da Gian Gerolamo Escribas (1541) a Gian Giacomo dell’Acaia. Anche i lavori seguirono un andamento discontinuo. Interrotti nel 1554, dietro sollecitazione degli aquilani per l’insostenibile peso finanziario a cui erano sottoposti, furono ripresi più volte tra il 1606 e 1698. Il Forte Spagnolo dell’Aquila presenta una pianta quadrata con cortile al centro e bastioni  agli angoli orientati sui punti cardinali. E’ dotato di un imponente portale del 1542 realizzato dall’aquilano Pietro Di Stefano con lo stemma di Carlo V che affaccia sul ponte in muratura che poggia su alte arcate che partono dal fondo del fossato.  E’ luogo deputato all’arte con il Museo Nazionale d’Abruzzo che si sviluppa su ampie superfici del castello dove le varie sezioni documentano l’altissimo livello della cultura artistica abruzzese: dalle medioevali icone e sculture ai capolavori del Rinascimento italiano. Nella sezione archeologica sono custodite testimonianze di alto interesse storico.  Il nucleo principale del Museo fu costituito a cavallo del 1950 nelle sale di rappresentanza del Castello dove confluirono i patrimoni d’arte  dell’ex Museo Civico e dell’ex Museo d’Arte sacra della città. Tra le forti attrazioni, in prossimità dell’entrata al castello,  picca lo scheletro fossile di un gigantesco elefante (Mammoth), vissuto nel Pleistocene Inferiore circa un milione di anni fa e appartenente alla specie  Archidiskodon Meridionalis Vestinus.

      Prima del sisma 2009 il Castello era anche sede di eventi musicali di rilevanza internazionale per ospitare la Società dei Concerti “B.Barattelli”. Per ovviare a questa grave mancanza di spazio dedicato alla musica, è sorto nel parco del Castello un nuovo Auditorium a firma del prestigioso architetto Renzo Piano.

       

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