BOOKING

LOCALITA'

STRUTTURA

DAL

Al

CAMERE

ADULTI

BAMBINI

CERCA

CREA TUO

VIAGGIO

LOCALITÀ

AVVISI E BANDI

05 Dic 2016 - Capodanno in Abruzzo nell'ambito di Abruzzo Open Day 2016 
Per progetti, eventi, attività, manifestazioni e spettacoli

  • CARSOLI

    • Il Paese

      Carsoli è un comune abruzzese di 5.607 abitanti della provincia dell'Aquila, appartenente alla Comunità montana Marsica 1.

      È situato in una posizione geografica di confine tra il Lazio e l'Abruzzo ed è la sede di uno dei quattro distretti industriali della Regione Abruzzo. Proprio in virtù di questa ottimale collocazione, Carsoli fu interessata in seguito alla apertura della autostrada A24 (anni settanta) da un interessante fenomeno di espansione industriale. Numerose sono le aziende, anche di alto livello tecnologico e di rilievo, che hanno sede in questo territorio. Ma negli ultimi tempi la nascita di strutture ricettive di alto livello ha caratterizzato questo centro anche a livello turistico, grazie ai percorsi boschivi circostanti e alla salubrità dell'aria. Il capoluogo si articola in una zona a ridosso dell'uscita autostradale denominata zona commerciale, nella quale sono presenti numerosi centri commerciali ed attività ricettive, e la zona del centro cittadino, che si estende in una conformazione piuttosto lineare con il riferimento della parte più antica dove trovano collocazione i ruderi dell'antico Castello Orsini e quindi la Vecchia Fortezza.

      Il toponimo "Carseoli" secondo alcuni attesterebbe delle origini orientali, più precisamente semitiche: originerebbe dall'ebraico con significato di "città della volpe" o "del lupo"; secondo altri deriverebbe dal latino "castrum solis" ovvero "fortezza assolata".

      L'antica Carseoli era situata sulla via Valeria a circa 63 km da Roma, 3 km a ovest dell'attuale Carsoli, probabilmente nel "Piano della Civita", dove sono stati rinvenuti numerosi resti dell'antica città. Carseoli fu sottomessa dai Romani alla fine del IV secolo a.C. e rappresentò un importante avamposto fortificato contro gli attacchi dei Marsi. All'inizio del II secolo d.C., con la divisione dell'Italia in 17 province voluta da Adriano, Carseoli entrò a far parte della provincia dei Marsi.

      La caduta dell'Impero Romano d'occidente porta Carseoli nell'orbita dei Longobardi: le loro continue incursioni provocano devastazioni e distruzioni. Nonostante ciò ancora nel VII secolo, Paolo Diacono nell'opera Historia Langobardorum, parla del paese di "Carseoli" come di una delle città principali della provincia Valeria, zona entrata a far parte del Ducato di Spoleto. La comparsa dei Franchi sul territorio italiano portò una forte riduzione dei possedimenti dei Longobardi; in particolare il Ducato di Spoleto fu notevolmente ridimensionato e la Contea dei Marsi si costituì, tra la fine del IX e l'inizio del X secolo, nell'area Marsico-Carseolana. Tra il X e l'XI secolo Carseoli viene indicata anche con il nome di "Sala", concessione fatta dalla allora potente abbazia Sublacense di Subiaco. Dal febbraio del 993 il conte dei Marsi Rainaldo risiede a Carseoli e con il figlio Berardo ed il fratello Gualtiero dono al monastero di Subiaco notevoli territori Carseolani fra cui la chiesa di S.Maria, più tardi detta "in Cellis". Con ogni probabilità è al Conte dei Marsi che si deve un rafforzamento ed un più forte impulso alla costruzione del castello di S. Angelo, sito sull'omonimo colle sopra l'attuale Carsoli. Il toponimo Cellis, rimasto solo alla chiesa di Santa Maria, nella forma di Celle Carsolarum o più semplicemente, Celle, ricorre nei documenti più antichi riguardanti l'aggregato che si andava formando sulle pendici di Colle Sant'Angelo intorno al castello-recinto; più tardi avrebbe definitivamente preso il solo nome di Carsoli. I successori di Berardo e Odorisio si spartirono il territorio, abitando uno nel castello di Oricola, un altro a Colli di Montebove, il terzo nel castello di S.Angelo alle Celle. Pian piano molte terre vennero donate, dagli stessi conti, ai monasteri di Farfa, di Subiaco e di Montecassino, i quali si sostituirono ai legittimi feudatari, almeno fino all'epoca sveva, quando, sotto il Barbarossa, Celle venne assediata e occupata militarmente. Nel XII secolo Carsoli, secondo una storia tradizionale del luogo, ospitò S.Francesco e, verso la fine del secolo, vide il passaggio di Corradino di Svevia e di Carlo I d'Angió. A quest'ultimo sarebbe da attribuirsi, secondo alcuni studiosi, la costruzione della chiesa di S.Vittoria. Passata sotto la contea di Albe (Tagliacozzo), Carsoli divenne dunque feudo degli Orsini e poi dei Colonna come sede di baronia, rimanendo a loro soggetta fino al 1806. La peste del 1656 fece grandi stragi in Carsoli, che vide ridursi in pochi mesi la sua popolazione da 1600 a soli 300 abitanti. La seconda metà del Seicento fu caratterizzata dal dispotismo di un signorotto locale, Giovanni Festa, contro il quale nel 1686 scoppiò una violenta sollevazione popolare. Coinvolta in tutte le vicende politiche e sociali del Settecento e dell'Ottocento, soprattutto perché posta alla frontiera con lo Stato Pontificio, Carsoli ha visto mutare il suo ruolo e la sua importanza economica in questi ultimi decenni, soprattutto con la creazione di un buon nucleo industriale e con l'apertura dell'autostrada.

      Carsoli sorge ai margini orientali della Piana del Cavaliere, una valle chiusa ad est ed aperta ad ovest. Il comune si trova a 7 km dal confine col Lazio. Il paese è posto tra i 600 m s.l.m. della parte nuova e i 650 m s.l.m. della parte antica ed è attraversato dal fiume Turano. Posto in una conca, una delle caratteristiche climatiche più interessanti del luogo, e che si verifica in tutte le stagioni, è la forte escursione termica diurna: in condizioni di cielo sereno, calma di vento ed elevata umidità relativa si arriva fino a 20 °C di variazione, complici la forte vegetazione e il verde preponderante che amplificano gli scambi termici ed igrometrici giornalieri, consentendo una forte e rapida evapotraspirazione. Le stagioni più piovose sono l’autunno e l’inverno e in primavera ed estate si hanno spesso potenti temporali. La media pluviometrica annuale si attesta intorno ai 1100 mm ed è tra le più elevate della provincia dell’Aquila, grazie soprattutto all’apertura verso ovest della valle, che così beneficia al meglio delle correnti umide occidentali. Con aria fredda al suolo, in inverno, si raggiungono con facilità i -10 °C anche in centro paese. In generale il clima è: fresco nelle stagioni intermedie, non eccessivamente freddo in inverno e non eccessivamente caldo in estate. Con perturbazioni occidentali il luogo beneficia di abbondanti precipitazioni, mentre con afflusso di aria fredda da oriente, le giornate sono tipicamente serene, con bassa umidità relativa e vento anche forte di caduta dai monti posti alle spalle del paese, determinante un moderato riscaldamento dell'aria. La neve cade in quantità modesta, a causa della quota non elevatissima, e principalmente con perturbazioni di matrice occidentale. In generale il paese gode di un discreto soleggiamento.

    • Arte e Cultura

      Chiesa Santa Maria in Cellis
      Il primo febbraio del 1000 il conte dei Marsi Rainaldo II, figlio di Berardo I, fondò il monastero di Sanctae Mariae in Cellis, nel territorio carseolano e vi insediò, come suo abate, Dodone. Nel dicembre del 1060 il monastero passò definitivamente fra i possedimenti dei monaci di Montecassino e vi rimase fino agli inizi del XVII secolo. Alla fine del Quattrocento il priorato fu dato in commenda come beneficio semplice a preti secolari che pagavano una tassa a Montecassino di 12 ducati d'oro: l'ultimo priore di cui si conosce il nome fu don Annibale Caracciolo di Albe, nominato il 3 novembre del 1600. In età rinascimentale la chiesa fu ornata di un porticato sulla parte frontale, mentre intorno alla seconda meta del '600 la stessa, in fase di abbandono, subì un dissesto strutturale che portò all'annullamento dell'area presbiteriale e all'avanzamento dell'ingresso sul porticato con il tamponamento delle tre arcature su cui furono reimpostate due monofore ed il portale centrale. I due portali laterali furono, nel 1676, sistemati sulla facciata di Santa Maria della Vittoria di Carsoli. L'aspetto attuale della chiesa, posizionata sul fianco destro del cimitero di Carsoli, è frutto di una risistemazione risalente al '700, con la facciata orizzontale divisa da una cornice che separa la parte inferiore, decorata da un portale e da due monofore (con porticato cinquecentesco tamponato), dalla parte superiore, contrassegnata dalla murata finestra tardo-rinascimentale. Il portale, databile al XII secolo, presenta notevoli decorazioni vegetali e zoomorfe con architrave decorato dal tema dell'Agnus Dei centrale, con i simboli dei quattro evangelisti sui lati. Sul lato sinistro s'innalza la maestosa torre campanaria, una tra le torri meglio conservate della Marsica, con le sue aperture composte da monofore, bifore e trifore, e la base costituita da grossi blocchi figurati provenienti da monumenti funerari romani, posti in origine, lungo il vicino percorso della via Valeria.

       

      Chiesa di Santa Vittoria

      La chiesa di Santa Vittoria, fondata da Carlo I o II d'Angiò nella piazza del Borgo di Carsoli, in origine non era molto grande, fu ampliata infatti dall'Università stessa, che mantenne la parola data al principe Marcantonio Colonna, al principio del secolo XVI. In seguito a tali modificazioni, la chiesa risulta oggi più ampia di quasi due terzi rispetto alla struttura originale, in conseguenza del passaggio da una pianta a croce greca a una a croce latina. È una delle più grandi che abbia la Diocesi dei Marsi. Ha otto cappelle oltre l'altare maggiore, con spazioso coro. Il pulpito é opera del maestro Gervasi di Collo, che lavorò molti anni nella sagrestia di S. Pietro in Roma.

       

       

      Borgo di Pietrasecca

      Usciti da Carsoli, dopo larghi tornanti si apre la vista su Pietrasecca. Il paese, posto sulla sommità della Vena Cionca, al di spora della Valle Marino, denuncia immediatamente la sua origine difensiva. Le origini risalgono all'alto Medioevo, periodo nel quale si ebbe la fusione delle popolazioni della valle con quelle dell'antico insediamento di Luppa, le cui rovine sono ancora visibili, ad oltre 1000 metri di quota, non distanti dall'attuale abitato. Un'escursione incentrata sugli aspetti storico-architettonici di Pietrasecca porta a superare la modesta espansione esterna al centro storico, attraverso piccoli, suggestivi sottopassi coperti, dove sono visibili portalini in pietra lavorata. Qui fanno bella mostra palazzetti ottocenteschi con portali in pietra e, all'angolo di via Palazzo,è possibile ammirare un edificio con portale in pietra bugnata, ornato da finestre, anch'esse in pietra, con cornici tardo-rinascimentali. Usciti dal paese, si incontra subito un bivio dal quale si dirama una comoda stradina che, dopo circa 2 Km, porta alle mura del castello di Luppa. Della struttura di quest'ultimo rimane ben poco, ma il panorama che vi si gode è magnifico.

    • Gallery

    • Contatti

      Pro Loco Carsoli

       c/o Comune

       Pres. Roberto Salera

       Via Tiburtina Km 69.300

       67061 Carsoli

Via XXIV Maggio, snc

Rocca Di Mezzo 67048 (AQ)

 

C.F. 01894910668



Privacy