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06 Mar 2017 - ABRUZZO OPEN DAY EDIZIONE SUMMER 2017 
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  • AVEZZANO

    • Il Paese

      Avezzano sarebbe sorta, come vero e proprio centro abitato, solo dopo il 1333. Prima di questa data, sarebbe stata un semplice «loco» sulle rive del lago Fucino (Monaldeschi). Secondo altri, Avezzano sarebbe più antica, essendosi dimostrata l'esistenza di una chiesa (quella di S. Salvatore) già nell'866. Ad ogni modo, il nome è di chiara provenienza latina. Rifiutata, ormai, dagli studiosi la derivazione da Ave Jane (quasi una forma di saluto al dio Giano, il cui tempio si diceva esistente nel territorio), stanno prevalendo altre due ipotesi: la prima, da fundus Avidianus; la seconda, da Ad Vettianum, che però avrebbe dovuto dare Avvezziano o Avvezzano, e non certamente Avezzano.

      Le notizie che si hanno di Avezzano tra il X e il XIII secolo sono molto sporadiche e incerte. È solo dalla metá del XIV secolo che esse cominciano a diventare numerose e, generalmente, abbastanza sicure. È, dunque, del 1343 il primo documento, da cui risulta che Avezzano è già sede di un feudatario; piú o meno a quella data si fa risalire la fondazione della chiesa di S.Maria di Loreto, che si aggiunge alle chiese giá esistenti; del 1355 è l'erezione della chiesa e del convento di S.Francesco; al 1360 e anni successivi appartengono i primi «diplomi» in cui si parla di Avezzano come «universitas» (cioè università di cittadini) e le viene riconosciuto il diritto di possedere terre «demaniali», ossia libere da possesso feudale; è del 1371 una pergamena (conservata nell'archivio comunale) contenente la sentenza circa la delimitazione dei confini tra l'università di Albe e quella di Avezzano; infine, sono del 1434 (o 1431?) i famosi Statuti (scoperti, tradotti e pubblicati dal Brogi nel secolo scorso), con i quali si può finalmente dire che ha inizio la vera e propria storia della moderna Avezzano. Lo sviluppo di questo nuovo centro abitato coincide cronologicamente con la distinzione e la scomparsa dei tre centri più importanti della zona: Penna, Pietraquaria e Albe. La posizione è assai favorevole agli scambi commerciali, tanto che già nel 1337 il re Roberto d'Angiò accorda ad Avezzano ben due Fiere: quella di S.Giorgio e quella di S.Giovanni Battista. È da questo momento, dunque, che Avezzano acquista un ruolo centrale nella Marsica, ben caratterizzato anche urbanisticamente, diventando persino sede di fatto della Corte baronale. Nonostante un terribile saccheggio, sofferto nel 1363 per opera delle truppe di Ambrogino Visconti, e una dolorosa pestilenza, Avezzano si riprende ben presto e, nei primi decenni del XV secolo, la sua popolazione riesce persino a darsi quegli Statuti (specie di regolamenti interni di polizia urbana e rurale), cui prima si è fatto riferimento. Le 47 conferme, date a questi Statuti dai feudatari, sono utili per ricostruire le vicende amministrative e politiche di Avezzano e di tutta la contea di Albe, almeno fino alla metà del XVI secolo: quindi, dalla guerra di successione al trono di Napoli fino al definitivo trionfo dei Colonna sui loro tradizionali nemici, i potenti principi Orsini. Nel 1561 Marcantonio Colonna trasforma il castello degli Orsini in splendida dimora principesca, sistemando contemporaneamente le principali strade di Avezzano e donando alla cittadinanza una grande estensione di terreno lungo le rive del Fucino.

      Dal '600 a tutto il '700, Avezzano vede il succedersi di Spagnoli, Austriaci e Borboni alla guida del Regno di Napoli; nel 1799 si salva casualmente dall'invasione francese; nel 1806 subisce un saccheggio ad opera di bande filo-borboniche e perde alcuni dei suoi giovani in uno scontro a fuoco avvenuto sotto le mura. Nel medesimo anno, in seguito alle «leggi eversive della feudalità», emanate da Giuseppe Bonaparte, ha termine il lungo dominio dei Colonna.  Con il nuovo assetto politico, Avezzano ottiene il riconoscimento ufficiale della sua preminenza e della sua centralità su tutte le altre cittadine della Marsica, divenendo dopo il 1811 capoluogo di Distretto e sede della Sottintendenza (una delle quattro dell’Abruzzo Ulteriore II e cioè dell'attuale provincia dell’Aquila. Dopo l'unità d'Italia (tra il 1860 e il 1861 regna in Avezzano l'anarchia), la Sottintendenza viene sostituita dalla Sottoprefettura.

      Ma sono soprattutto il prosciugamento del Fucino (con la conseguente scelta di Avezzano a dimora del principe Alessandro Torlonia) e l'apertura della ferrovia Roma-Sulmona a trasformare la città in effettiva «capitale commerciale ed economica della zona» . Subito dopo, con la creazione dello zuccherificio, ha inizio anche il processo di industrializzazione di tutta la zona che raggiunge il suo culmine - nonostante la tragedia del terremoto del 13 gennaio 1915 e i bombardamenti del secondo conflitto mondiale – nei due decenni tra il 1960 e il 1980.

    • Arte e Cultura

      Avezzano non può certo definirsi città artistica interessante, dal momento che, con il terremoto del 1915, non è rimasto in piedi nulla del nucleo originario. Uniche tracce dei monumenti antichi sono due portali in pietra della chiesa di S.Nicola (conservati nella sede del Museo comunale); la facciata e il campanile della chiesa di S.Giovanni (già S.Francesco), con un bel portale laterale, proveniente però dalla distrutta chiesa di S.Maria in Vico; una pala d'altare, raffigurante appunto la Madonna di Vico, custodita oggi nella chiesa dei Cappuccini; un Museo lapidario marsicano, che si trova nella sede municipale; i ruderi del Castello Orsini (sec.XV), trasformato poi, dopo il 1565, in vero e proprio palazzo gentilizio da Marcantonio Colonna;le moderne chiese di S.Rocco, della Madonna del Passo, della Trinità, ornate di opere d'arte abbastanza recenti, quasi tutte di artisti marsicani.

       

      La Cattedrale dei Marsi

      Dedicata al protettore di Avezzano, San Bartolomeo. Voluta strenuamente da monsignor Bagnoli come simbolo del trasferimento della Diocesi ad Avezzano, fu progettata dall'autore del Piano Regolatore della città, l'ingegner Sebastiano Bultrini, e venne solennemente consacrata nel 1942. Fu bombardata dagli Alleati nel 1944, ma fortunatamente venne salvata dall'esplosione dal giovanissimo Ennio Piccone, che coraggiosamente entrò nella chiesa, sfilò la spoletta e disinnescò la bomba. Oggi la cattedrale rappresenta sicuramente il simbolo della città di Avezzano, ponendosi come poderoso sfondo dell'ampia piazza centrale, con una facciata neorinascimentale di travertino. I tre portali sono sormontati da mosaici che raffigurano Cristo e i due protettori di Avezzano, la Madonna di Pietraquaria e San Bartolomeo, e sono collegati con altrettante navate spoglie di decorazioni, illuminate dal grande rosone e dalle vetrate della cupola; è affiancata (sul lato di via Marconi) da un alto campanile che svetta su tutta la città e che da ogni punto di essa è ben visibile. La cattedrale è inoltre dotata di un grande organo costruito dalla Ditta Tamburini nel 1975.

       

      Castello Orsini-Colonna

      Il castello Orsini-Colonna è un castello situato nel comune di Avezzano. Fu voluto nel 1490 da Gentile Virginio Orsini che lo fece edificare attorno ai resti della distrutta torre di Gentile da Palearia, signore di Manoppello.

      Dopo il completamento dei lavori di recupero attuati negli anni novanta, nel maniero è stata inserita a piano terra una platea per lo svolgimento di convegni e spettacoli mentre al primo piano è stato insediato il Museo di Arte Moderna di Avezzano.  Un elemento che caratterizza il castello è la disposizione delle quattro torri angolari, che risultano perfettamente allineate con i punti cardinali del magnetismo terrestre.

       

      Chiesetta della Madonna di Pietraquaria

      Nelle vicinanze, sono degni di interesse: la chiesetta della Madonna di Pietraquaria, su un colle a poca distanza dalla città; l'emissario torloniano del Fucino (il cosiddetto Incile), realizzato nel secolo scorso su disegno di Nicola Carnevali; i Cunicoli di Nerone (che, in realtà, furono fatti costruire dall'imperatore Claudio per il primo tentativo di prosciugamento del lago Fucino).

       

       

       

       

       

       

       

       

       

      Il Parco Torlonia

      Situato su un'area pianeggiante a pianta triangolare tra via Roma e piazza della Repubblica, nell'attuale Parco Torlonia originariamente gli avezzanesi mettevano il grano a seccare. Il Parco venne ornato di alberi e siepi e dotato di una fontana circolare dal Principe Alessandro Torlonia e da sua moglie nella fine dell'Ottocento, in dono alla cittadinanza avezzanese. La cittadinanza ricambiò erigendo nello spigolo sud del Parco un busto bronzeo al Principe Alessandro Torlonia. In tale parco, all'indomani del sisma del 13 gennaio 1915, si rifugiarono gli avezzanesi superstiti.

       

       

      Grotta Ciccio Felice

      Tra i reperti preistorici e archeologici: Grotta Ciccio Felice alle pendici del Salviano; un insediamento preistorico individuato nei pressi della strada Circonfucense, in corrispondenza di Strada 6. L'area di scavo archeologico dell'ex Collegiata di San Bartolomeo in via Orazio Mattei;

       

       

       

       

       

       

      Nelle frazioni: di particolare rilievo è la chiesa di S.Maria delle Grazie a Cese (sec.XIV, con una bella Madonna di scuola senese, oggi conservata nella chiesa parrocchiale). Ancora: tracce di edificio romano a S.Pelino; tracce di villaggio preistorico presso Paterno, in località Cellito; portale duecentesco della chiesa di S.Salvatore di Paterno, oggi custodito nei locali del Castello Piccolomini di Celano.

       

    • Gallery

    • Contatti

      Comune di Avezzano

      Centralino: [+39] 0863 5011

Via XXIV Maggio, snc

Rocca Di Mezzo 67048 (AQ)

 

C.F. 01894910668

 



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